Arsura d’amuri, il sentimento diventa storia: presentazione del libro

1366808086_imageDomenica 19 maggio, alle ore 18,00, Sicilia-India, presso il Salone della Camera del Lavoro Cgil, Via Crociferi, 40 – Catania, presenta l’ultimo libro di Alfio Patti: “Arsura d’amuri” – Omaggio a Graziosa Casella, edito da Bonanno (Acireale-Roma).

Ingresso Libero

Introduce:
– Dr. Gaetano Agliozzo, Segretario generale Funzione pubblica Cgil
– M° Luigi Troja, Maestro di Yoga e Karate. Presidente Associazione Sicilia-India
– Relazionerà lo scrittore Domenico Seminerio
– Lettura dei versi a cura della dott.ssa Rita Lacagnina

DALLA PREFAZIONE AL LIBRO,  di Giovanna Summerfield

(…) «Nei suoi componimenti poetici, Casella usa un linguaggio aperto, un vocabolario che trascina il lettore a vedere più che a sentire quello che prova.  Vediamo limpidamente “il suo cuore a lutto” il suo “frasturnamento”, lu “stranu putiri”, la felicità, “lu disiu”, lu “turmentu” e l’ ”amuri”.  La Casella ci offre anche bellissime fotografie del fisico dell’innamorato – mani, bocca, occhi, petto – e quadretti idilliaci degli incontri tra lei e l’innamorato, incontri che spudoratamente ci vengono presentati movimento dopo movimento, e quando non sono fisici ma sono pensati, sognati, sospirati, diventano miraggi sensuali che hanno un qualcosa di contagioso.   La Casella svela il suo essere donna.  Oso dire che la poetessa rivela apertamente i misteriosi desideri femminili, altrimenti come avrebbe fatto il nostro Autore a capire quello che di più attraente ha l’uomo per una donna?

Manu gintilli, janchi, dilicati,
ma forti si ccu amuri mi stringiti, …
Manu, quannu di n’ coddu mi pusati,
chiddu chi provu certu non sapiti…
O cari manu, manu disiati,
chi dilizia pruvari mi faciti…

La Casella si dice “schiava d’amuri” ma si concede delle libertà che non si possono negare. Da lettori, invece di compatirla, ci accodiamo, ci facciamo complici, ci rendiamo conto di avere patito gli stessi “piacevoli” dolori, di aver atteso, chissà magari senza speranza, l’amato/a  al balcone, consolati però dalle cose che ci circondano e che conservano il ricordo dell’amato/a (“… u ventu di tia mi parra… Lu celu, lu mari hannu lu nomu to, la to figura”) e dalla realtà che ci suggerisce senza reticenza che “l’amuri è suffirenza.”  La Casella, con una maestria linguistica ammirabile e una personalità tempestosa e per questo accattivante, ci conduce “’n funnu di lu mari” dove c’è “’n’isula china di trisori” dove c’è pace ed armonia, dove gli uccelli cantano e i fiori sono di mille colori e dove c’è un rifugio fatto apposta per gli innamorati, da dove non si deve uscire, se non si vuol soffrire.»
(…)
La Casella è stata risvegliata dal torpore dell’oblio, in maniera gentile e rispettosa dal nostro Autore, che mi prendo la libertà di ringraziare personalmente per avermi con questa concesso di scoprire una poetessa che ingiustamente sconoscevo e di rivedere ancora una volta una Sicilia come terra generosa di talenti e di perseveranza.  Con la Casella, che scrive nel mio siciliano e che descrive la mia terra natia, questo aprile mi sembra più dolce e più colorato.  M’innamoro anch’io ancora una volta.

Giovanna Summerfield
 [1] Dr. Giovanna Summerfield, Associate Dean for Educational Affairs, College of Liberal Arts, Auburn University, USA.

—————————

DA: LA SICILIA del 30 aprile 2013 – Debutto dello spettacolo “Arsura d’amuri” e dell’annuncio del libro tenutosi a Pedara il 28 aprile. – di Sergio Sciacca

Arsuara d Amuri-016-28-04-2013

«(…) Un recital poetico, diretto da Salvo Tomaselli sullo spunto della importante monografia che Alfio Patti ha dedicato alle liriche di Graziosa casella (1906-1959), ardente poetessa etnea, di lingua siciliana, i cui libri sono praticamente scomparsi dalla circolazione  e che da lui sono stati pazientemente ricomposti su testimonianze e documenti rarissimi.

«Una presentazione che non ha assunto le movenze dei battesimi dei libri, ma quelle, vivacissime, di uno spettacolo poetico: con lo stesso Alfio Patti che modulava alla chitarra canti e dolori della nostra concittadina che nel primo Novecento osava affermare  la passione dell’amore senza veli: “…fitta mi stringi e nun mi duni abbentu…”. Due attrici piene di talento (Cettina Distefano e Pinella Intili) hanno interpretato le voluttà e i sospiri di Graziosa, mentre Giuseppe Rizzo rappresentava il contorno dell’amato bene e una serie di dotte trasfigurazioni pittoriche davano l’immagine del sogno sempre nuovo e sempre immutabile della chimera d’amore.
«Inutile dire che le singole strofe erano autentiche scoperte, facevano avvertire come anche a Catania nella società moralmente austera degli anni ’50 esistevano quegli ardimenti espressivi, quella piena sensuale che avremmo creduto bloccati a nord della linea gotica (…)»1366808086_image

Informazioni su alfio patti

Poeta, aedo e cantore di Sicilia. Studioso della lingua e della cultura siciliana
Questa voce è stata pubblicata in eventi, libri, poesia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...