Sikellia Giovani e Aspettando Natale: cabaret, canti e musica siciliane d’autore

L’11, il 12 e l 14 dicembre 2013 a San Gregorio e a Viagrande spettacoli con il cabarettista Ivo e l’aedo dell’Etna, Alfio Patti.
INGRESSO GRATUITO
Spettacoli promossi dal Comune di San Gregorio di Catania e di Viagrande.

Per un Natale creat-IVO: “Un Siciliano senza il ponte…” Spettacolo di cabaret con Ivo Urso.
Mercoledì 11 dicembre a San Gregorio, ore 19, nell’Auditorium “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Via Carlo Alberto 6.
Ingresso Gratuito

Manifesto-un siciliano senza il ponteDopo lo straordinario successo ottenuto a Montreal in Canada in occasione del 25° Anniversario dell’Associazione Siciliani di Montreal, l’Artista siciliano si esibirà per la prima volta a San Gregorio in un connubio di musica, cabaret e intrattenimento, il poliedrico artista evidenzia “a suo modo” le sostanziali differenze che intercorrono tra il nord ed il sud dell’Italia, proponendo un viaggio musicale, contornato da una sottile ironia, riportando il pubblico a percorrere le diverse regioni della nostra bella penisola.

Ivo Urso, canicattinese, già ospite di Insieme e di diverse emittenti italiane ha vissuto esperienze teatrali insieme a Francesco Scimemi. Come attore protagonista ha partecipato al programma “Sexy terapy” in onda su Sky e in replica su Cielo.

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Giovedì 12 dicembre 2013, ore 19,  nell’Auditorium “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Via Carlo Alberto 6, Spettacolo dell’Aedo dell’Etna, Alfio Patti.
Ingresso gratuito

“La religiosità nella poesia e nelle canzoni siciliane, interpretata e rivista da Alfio Patti”

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Il novanta per cento delle canzoni e delle poesie popolari siciliane fanno cenno se non addirittura riferimento a Dio, ai santi, alla Madonna, al paradiso e così via, in una sola parola alla religione, con particolare riferimento alla figura di Cristo. La parte cristica è quella dominante perché il popolo di Sicilia, abituato alle ingiustizie per vie delle continue invasioni e dominazioni, ha sempre visto nella figura di Cristo colui che ha pagato più di tutti “Gesù Cristu, criaturi” dice una canzone. Quel “criaturi” umanizza la figura di Gesù e diventa metafora del “cumpagnu a dolu gran cunsolu” nel senso che se il figlio di Dio ha patito quel che ha patito e sapendo, il popolo, che “la vita non ti dà nessun amico e la gioia è il sorriso del dolore”, la sofferenza universale viene in parte esorcizzata in quanto anche la povera gente si sente crocifissa. Nella maggior parte delle poesie d’amore, o di lotta, di lamento, di protesta, di noia, di gioia si trova riferimento alla religiosità.
Alfio Patti, noto come l’Aedo dell’Etna, quindi, imbracciando la sua chitarra, recita poesie e canta canzoni intessendo il percorso sopra citato, partendo da “Gesù Cristu” a “Sant’Ajta ch’è gauvutu stu suli”; da “Amuri amuri” a “Chiuviti chiuviti”.
Sono canti popolari a partire dal XVI secolo fino ad arrivare al XIX secolo.

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Sabato 14 dicembre 2013, ore 17,30,  nel Salone di Palazzo Partanna, Viagrande, Spettacolo dell’Aedo dell’Etna, Alfio Patti, organizzato dal Comune di Viagrande: Aspettando Natale.
Ingresso Gratuito

“La religiosità nella poesia e nelle canzoni siciliane, interpretata e rivista da Alfio Patti”

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3 risposte a Sikellia Giovani e Aspettando Natale: cabaret, canti e musica siciliane d’autore

  1. Mario Guzzardi ha detto:

    Cosa posso dire, se non un’ovvia banalità: “Sei sempre il migliore!” Ciao

  2. Mario Guzzardi ha detto:

    Credo che i siciliani che fanno finta di crederci, farebbero meglio a testimoniare la loro religiosità con i comportamenti e con le azioni quotidiane piuttosto che con le chiacchiere. Per quanto mi riguarda, da agnostico convinto, con oltre sessant’anni di quasi silenziosa militanza (non ho nemmeno educato i miei figli all’agnosticismo), rifiuto le plateali manifestazioni di religiosità che dovrebbero essere invece un fatto privato. Nessuno diventa maomettano solo perché vede centinaia e forse migliaia di schiene piegate verso la Mecca e nessuno diventa cristiano perché vede qualcuno che si fa il segno della croce. A me, comunque, non è mai capitato.

    • alfiopatti2013 ha detto:

      Caro Mario,
      i siciliani siamo profondamente anarchici anche se diamo a capire che aderiamo a questa o a quella idea politica; abbiamo visto “l’altro” sempre con diffidenza per via delle dominazioni, per la serie: tu hai ragione, ma io ne ho di più e faccio a modo mio. Per quanto concerne la religione è lo stesso. Noi abbiamo avuto ebrei, musulmani ma prima ancora eravamo pagani e ancora oggi vi sono retaggi pagani nelle nostre tradizioni popolari anche se la gente non le riconosce. Locuzioni come: “Ama a Diu e futti ô prossimu” sono determinanti oppure “cu futti futti ca Diu pirduna a tutti” ci fanno capire che la religione l’abbiamo intesa a modo nostro, come meglio ci fa comodo; ma non credo che il popolo siciliano sia l’unico ad agire così. Ti aspetto se potrai venire, almeno nello spettacolo di Ivo, un cabarettista coi fiocchi. Ciao

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