Caltagirone, la Fidapa presenta “Arsura d’amuri” di Alfio Patti

Alfio Patti, Alessandra La Puzza, Alfonsina Campisano Cancemi e Bruno Rampulla

Alfio Patti, Alessandra La Puzza, Alfonsina Campisano Cancemi e Bruno Rampulla

CALTAGIRONE – Giovedì 6 marzo, alle ore 17,30, presso il Salone di rappresentanza del Comune di Caltagirone è stato presentato l’ultimo libro di Alfio Patti dal titolo “Arsura d’amuri” – Omaggio a Graziosa Casella.
All’incontro culturale ha fatto seguito una breve performance musicale a cura dello stesso autore tratta dello spettacolo omonimo, ideato dallo stesso Aedo dell’Etna. La manifestazione è stata organizzata dalla Fidapa di Caltagirone e patrocinata dall’Assessorato ala Cultura del Comune di Caltagirone.

Ha relazionato la poetessa Alfonsina Campisano Cancemi dopo l’introduzione del presidente della Fidapa, prof.ssa Alessandra La Puzza e dell’assessore alla Cultura, Bruno Rampulla.
« “Fece delle sua vita un tutt’uno con l’amore e la poesia”. Parliamo di Graziosa Casella, nata il 20 novembre 1906 a Catania, dove dipartì il 14 dicembre del 1959, l’unica poetessa solerte, risolutamente partecipe, negli anni che corrono dal 1945 al 1959, ai movimenti letterari e culturali del dopoguerra catanese.

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Con il saggio “Arsura d’amuri”, Bonanno Editore (Scaffale del Nuovo Millennio), il poeta e cantautore Alfio Patti, omaggiandola, la riconsegna alla propria terra, la Sicilia, destandola – come si legge nella squisita prefazione di Giovanna Summerfield – dal “torpore dell’oblio, in maniera gentile e rispettosa”. (…) Fu parnassiana e tradizionalista, si batté contro il modernismo sfrenato. “Ritrovando i suoi sonetti – scrive Alfio Patti – ho ricevuto una lezione d’amore e di passione che ignora benpensanti, ipocriti e pregiudizi. È stata una femminista ante litteram, osò sfidare gli intellettuali di quegli anni. Non gliel’hanno perdonato”.»
Grazia Calanna – dalla pagina culturale de La Sicilia del 12 giugno 2013

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«Questo libro, ha detto Alfio Patti, ci racconta di un amore passionale, quello che arde, che consuma; una passione autentica e sincera, tanto forte ardente quanto dolorosa e lesiva della stessa vita dell’autrice per via del divario d’età col suo amante, molto più giovane di lei. Casella fu la sola poetessa che prese parte attivamente ai movimenti poetici del dopoguerra a Catania. Frequentò assiduamente i circoli culturali e scrisse in dialetto e in lingua, ma le sue poesie, raccolte in due sillogi da pubblicare “Ciuri di spina” e “Autunnu e primavera” andarono perdute. Graziosa Casella fa parte di quella schiera di donne che ha dovuto affrontare un mondo di violenze, fisiche e psicologiche, per affermare il loro valore, la dignità e i loro principi». Questo libro scritto da Alfio Patti e pubblicato dalla Bonanno editrice, il primo in assoluto ad occuparsi di lei, la riscatta e le rende giustizia.»
Maria Rosa Vitaliti  da La Sicilia del 21 novembre 2013

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«Se lo stesso Patti non venisse sua sponte in nostro soccorso, la domanda che verrebbe spontaneo porgli sarebbe: “Fra i numerosissimi autori nei quali ti sei imbattuto lungo il tuo ormai trentennale percorso artistico, come mai questo specifico interesse, questa predilezione riguardo ad una artista pressoché sconosciuta, scomparsa da oltre cinquant’anni, per giunta convintamente ortodossa, se non nel sentire, di certo nella scelta della forma della scrittura?”.
Sono stato spinto “da una forza che vuole a tutti i costi raggiungere la verità”; sono stato “chiamato dallo stesso personaggio”, ci confida Alfio Patti.
Sono stato “chiamato dal personaggio”! Stenteremmo a crederci se non conoscessimo da lunga pezza Alfio Patti, se non avessimo contezza del suo genuino trasporto verso la letteratura e gli autori dialettali siciliani, se non avessimo coscienza dello spessore delle sue opere, sia nella veste di poeta e narratore che in quella di ricercatore (preziosa, in questo senso, la monografia Canzuneri ppi Rusidda di Giuseppe Nicolosi Scandurra, del 2006). Ma, vagliati quei precedenti, l’odierna vocazione non ci sorprende.
A che pro? È la questione immediatamente successiva; ma ci arriveremo fra un attimo.
“Dopo la conferenza e dopo avere musicato la poesia, – seguita Patti – pensai di portare in scena una piece omaggio alla poetessa catanese, uno spettacolo da lei inspirato e a lei dedicato che intitolai Arsura d’amuri, uno spettacolo in cui venisse rappresentato l’amore passionale, quello che arde, che consuma.” Tramite esso, una metafora del bisogno d’amore di cui la nostra società, seppur tecnologicamente evoluta, necessita, “ho tentato di risarcire la poetessa (tento di farlo ancora con questo lavoro) facendola conoscere ai più. Dopo lo spettacolo, che andò in scena al Centro ZO di Catania il 20 Maggio 2012, iniziai una lunga ricerca per trovare i testi della Casella.”»
Marco Scalabrino da Rosebud del 28 dicembre 2013

«Il merito di Alfio Patti, certamente notevole, è quello di aver svolto una ricerca ad ampio raggio nelle riviste e pubblicazioni dell’epoca per rintracciare ogni notizia che riguardasse la poetessa o riportasse sonetto o altra lirica in endecasillabo n lingua siciliana o, raramente, in lingua italiana.  Atrettanto notevole risulta il capitolo dedicato  ai movimenti poetici del dopoguerra con la battaglia tra i conservatori e i rivoluzionari, i quali ultimi daranno vita alla nuova poesia siciliana.»
Giovanni Vecchio da I Vespri del 14 dicembre 2013

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2 risposte a Caltagirone, la Fidapa presenta “Arsura d’amuri” di Alfio Patti

  1. anna.stazzone@libero.it ha detto:

    In bocca al lupo!!!!! carissimo amico mio.Sempre più in alto!Un abbraccio e un bacione .Anna

    • alfiopatti2013 ha detto:

      Cara Anna, ardere d’amore è un privilegio. Graziosa Casella, cui il libro è dedicato lo sapeva. L’amore resta sempre un passepartout che apre ogni porta, soprattutto quella del cuore, il successo, quindi, è pressoché assicurato. La mia poesia civile, invece, non sempre è digeribile. La gente vuole sfantasiare. Un bacione e buona pittura.

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