Acquadiciuri, successo di pubblico e di critica al Leucatia

Arcidiacono, Patti, Bono, Privitera

Arcidiacono, Patti, Bono, Privitera – Le foto sono di Gianni De Gregorio

Si è concluso con successo di pubblico e di critica la presentazione di “Acquadiciuri” primo libro di poesie della catanese Angela Bono edito con l’Associazione Culturale “Radiusu”. Relatori sono stati Santo Privitera, presidente del Circolo “Paternò Tedeschi” che ha organizzato l’incontro patrocinato dall’Assessorato al Decentramento e Circoscrizioni di Catania, Salvatore Arcidiacono, psicologo, e Alfio Patti scrittore, curatore della prefazione al libro.
Interventi sono stati fatti dall’on. Nino D’Asero, amico della poetessa e dal Cav. Pietro Fratantaro che ha curato una delle quattro recensioni presenti in appendice al libro.
Angela Bono, commossa ma eccitata per il suo primo “parto” letterario ha declamato alcune delle poesie più significative.047
Interventi a favore dell’identità culturale siciliana sono stati fatti da Santo Privitera e dall’on. D’Asero indicando “nell’impegno di ognuno il dovere di mantenere viva la cultura siciliana autentica; la più profonda e la più vera. La politica fa, ma fa poco, se si considera che la legge regionale n. 9 sull’insegnamento del patrimonio linguistico e storico siciliano è naufragata”.
Angela Bono ha scelto di scrivere in italiano e in dialetto. Il libro, infatti, si divide in tre parti. Nella prima vi è una serie di poesie in italiano, “Tra fili di memorie”; nella seconda una serie di poesie in dialetto siciliano, o meglio in neodialetto “Muddicheddi” e in una terza parte, in appendice al libro, in cui vi sono alcune recensioni fatte alla silloge ancora inedita.

L'on. Nino D'Asero durante il suo intervento

L’on. Nino D’Asero durante il suo intervento

Dalla prefazione:
«“Cavalcare l’onda del passato”, come ci suggerisce l’autrice, può essere utile a ritrovare il “bramato suono della libertà” e se la poesia può servire ad esorcizzare le difficoltà della vita, e raggiungere così la propria catarsi, allora aver incontrato Erato lungo la propria strada per Angela Bono è stata una fortuna.
Passionale e mistica, l’autrice, si alterna fra il richiamo del “respiro languoroso dei sensi” e la contemplazione del “Mistero Divino del cielo”. Apparentemente dicotomica riesce a colmare questo divario con la passione e la spasmodica ricerca d’amore, “di un germoglio d’amore”, come dice nella poesia Declivio o ancora in E cercu amuri, lirica nella quale spiega chiaramente che la sua è una ricerca d’amore cosmico e umano al tempo stesso. Anche quando si rivolge a Gesù nella poesia L’amore infinito si coglie un amore caldo, una figura di Cristo umanizzato.»

Informazioni su alfio patti

Poeta, aedo e cantore di Sicilia. Studioso della lingua e della cultura siciliana
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