“Arsura d’amuri” in “Ebdomadario” sotto l’occhio attento di Mario Grasso.

ALFIO PATTI E LA SUA SCOPERTA DI GRAZIOSA CASELLA – Su Ebdomadario di Prova d’Autore, 1 maggio 2014

Cubalibro12Riconosciamo a Alfio Patti il merito di aver rimesso in luce il nome di Graziosa Casella, poetessa etnea  (Catania 1906 – 1959) con un ampio saggio introduttivo e rigorosamente esaustivo non solo dal punto di vista critico ma anche da quello bio-bibliografico. Quest’ultimo a testimonianza di una ricerca paziente, tenace, definitiva.
La storia della vita della poetessa si intreccia con un continuum di fatti che sembra vogliano invitare chi legge  “Arsura d’Amuri” (Bonanno, 2013 – pagg. 110 € 10,009) a imbastire una trama di romanzo. Fatti che, di là dai resoconti a memoria, vengono in qualche modo confermati dalle liriche che il certosino curatore ha ripescato, ordinato e presentato.
Alfio Patti, invero, è riuscito a rintracciare e collazionare per il suo lavoro esegetico-critico quanto, a oggi, disponibile come esito di una indagine che, per certi aspetti che si intuiscono, riteniamo abbia avuto momenti da impegno poliziesco, da detective di lungo corso. Sono liriche coerenti a una linea erotica che, con grazia e disinibizione da “scandalo” per i tempi in cui furono scritte, una volta accorpate dalla sensibilità e competenza di Patti, si presentano saldate a costituire una avvincente resa poematica.
Incalzante e travolgente il canto della Casella è tuttavia tale, nel nostro inizio di nuovo secolo dell’usa e getta e dei robot, da coinvolgere fino all’empatia tanto il lettore del dialetto siciliano quanto chi preferisce penetrarne significati ulteriori leggendo nella fedele traduzione a piè
di pagina. Una constatazione che i lettori apprezzeranno da qualsiasi estrazione socio-culturale provengano, e che conferma l’affermazione di Alfio Patti quando confida il suo aver colto, fin dal titolo della silloge caselliana, una metafora che traduce il bisogno d’amore che caratterizza proprio la nostra epoca di tecnicismi, velocità e solitudini.
Patti, inoltre, prima ancora della pubblicazione, aveva imbastito un suo spettacolo musicando un mannello di liriche della Casella e ne aveva realizzato uno musical, appunto, a Catania, come egli stesso informa in uno dei capitoli del saggio introduttivo all’opera.

Alfio Patti insieme a Cettina Di Stefano nel ruolo di Graziosa Casella al Teatro Don Bosco di Pedara per la regia di Salvo Tomaselli

Alfio Patti insieme a Cettina Di Stefano nel ruolo di Graziosa Casella al Teatro Don Bosco di Pedara per la regia di Salvo Tomaselli

Due momenti culturali coniugati sul denominatore comune della poesia in siciliano, quello di Patti poeta e cantautore, che si impegna scientificamente (e appassionatamente) a una straordinaria riscoperta, e quello della riscoperta stessa che è da considerare scoperta in assoluto, una occasione fortunata e riparatoria per inserire nel repertorio degli Autori di letteratura creativa in lingua etnea, il nome inopinatamente ignorato di una voce femminile, quella volta d’avanguardia, fuori coro per forza incisività e disinibizione, della catanese Graziosa Casella.

Mario Grasso

Informazioni su alfio patti

Poeta, aedo e cantore di Sicilia. Studioso della lingua e della cultura siciliana
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