ARSURA D’AMURI A MASCALUCIA IL 15 FEBBRAIO ORE 18

MD_Egle_Doria-03Lo spettacolo di Alfio Patti, “Arsura d’amuri” ritorna in palcoscenico a Mascalucia, al teatro dei Passionisti, domenica 15 febbraio 2015 alle ore 18 inserito nella rassegna nella stagione musicale 2014/2015 organizzata dalla “Nuova Compagnia del Teatro Stabile di Mascalucia”. A impersonare Graziosa Casella, la poetessa cui l’Aedo dell’Etna si è ispirato (e della quale ha scritto un libro dal titolo “Arsura d’amuri” edito da Bonanno), sarà Egle Doria, nella grazia e nella professionalità. In scena anche Giuseppe Rizzo nelle vesti di Vanni.
Regia di Salvo Tomaselli.

Graziosa Casella, morì a Catania nel 1959 a soli cinquantatré anni, purtroppo dopo una vita tempestosa in cui fu al centro anche di un clamoroso processo giudiziario.
Fece parte di quella schiera di donne che come Rosa Balistreri hanno dovuto affrontare un mondo di violenze, fisiche e psicologiche, per affermare il loro valore, la loro dignità e i loro princìpi. Lei, a differenza della Balistreri, però, non conobbe il successo e il riscatto. Locandina-Mascalucia-2015

Ecco, con lo spettacolo “Arsura d’amuri” il nostro intento non è solo quello di diffondere musica e poesie siciliane ma è anche quello di riscattare la poetessa catanese e farla conoscere ai più; così, come nello stile di Alfio Patti, aedo dell’Etna, capace di riportare alla luce gioielli letterari dimenticati e spesso sconosciuti ai più ma di grande valore. Alle liriche, che saranno interpretate da Egle Doria, faranno da cornice immagini e musiche scelte da Salvo Tomaselli che ha curato la regia. “Arsura d’amuri” è la metafora relativa al bisogno d’amore che ha la nostra società, seppur tecnologicamente evoluta.

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«Noi riportiamo una coroncina di nove sonetti tratti da “Autunnu e primavera” significativi di una passione autentica e sincera, tanto forte e infiammante quanto dolorosa e lesiva della stessa vita dell’autrice.

L’amore intenso ma impossibile, per via del gran divario dell’età col suo amante, genera i sonetti che noi presentiamo anche a testimonianza di una donna che si trovò sola in una società maschilista e piena di pregiudizi. Allora le donne che scrivevano poesie e in siciliano era rare. Lei era sanguigna e piacente e per questo sulla bocca di tutti gli ipocriti benpensanti. Ella si riscatta con le sue poesie che esorcizzano le sue sofferenze e ne nobilitano lo spirito e mettono in risalto le capacità artistiche.»

 

Informazioni su alfio patti

Poeta, aedo e cantore di Sicilia. Studioso della lingua e della cultura siciliana
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