Attività scolastiche

Gli studenti del corso con a sinistra la prof. Mariapia Lamberti, responsabile della Cattedra straordinaria "Italo Calvino"

Gli studenti del corso con a sinistra la prof. Mariapia Lamberti, responsabile della Cattedra straordinaria “Italo Calvino”

 

Lingua, poesia e canzoni siciliane a Città del Messico (Un corso in una delle più prestigiose università messicane – Ottocento anni di creazione letteraria siciliana)

Approfondimenti

Intervista su “Lunarionuovo”

* * * * * * * * *

‘A SICILIA NA ‘N TABARE’ D’ARGENTU
al De Nicola di San Giovanni La Punta – Maggio 2013

Alfio Patti, Rosaria Garozzo e Laura De Palma insieme a tanti straordinari studenti con la Sicilia nel… cuore

Foto Corso 2013

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‘A SICILIA CA SI CUNTA

Durante le lezioni

“A Sicilia ca si cunta” al De Nicola di San Giovanni La Punta il 21 maggio 2012.
Gli studenti della 1ª e 2ª E e 1ª C,  indirizzo Turistico hanno parlato e cantato siciliano. Hanno recitato le loro poesie in dialetto e cantato canzoni della tradizione siciliana.
Con proprie relazioni, poi, hanno descritto il percorso fatto sul patrimonio linguistico e storico letterario della Sicilia con poeti siciliani a partire dal 1250.

Marika in “Mi votu e mi rivotu”

La serata, condotta dalla studentessa Enrica Scuto, che ha pure recitato una poesia dedicata ad Alfio Patti dal titolo “Lu cantastorii”, ha visto gli studenti esibirsi in coro e da solisti.

Un momento corale del saggio

Questi ultimi sono stati Marika, Federica Lo Verde, Renè Pompigna, Giordana Leotta, Sofia Mascali, Lucia Catenuto, Manolo Motta e Marco Rapisarda.
Interventi della prof.ssa Rosaria Garozzo e della vice preside, prof.ssa Agata Tomarchio.
Le foto scattate durante la manifestazione  sono di Luca Maino

A sx Renè mentre recita una sua poesia d’amore scritta in siciliano.

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Procedimento organizzativo-didattico
del Progetto: Il Cantastorie
rivolto alle scuole primarie e secondarie di I grado e II grado

Gela – 2010 – III Circolo Didattico. Progetto: Per questo mi chiamo Giovanni (dedicato a Giovanni Falcone)

Per il Primo ciclo: I bambini ricevono dal sottoscritto delle dispense che trattano, in sintesi, la figura del cantastorie, anche in altre epoche e in altre nazioni;
– le dispense si leggono e commentano con verifiche. Durante le letture il sottoscritto esegue brani a dimostrazione della figura del cantastorie e quindi viene alle lezioni sempre munito di chitarra;
– i bambini imparano una o due canzoni per l’apertura del saggio tipiche siciliane;
– nel corso delle lezioni si evidenziano gli allievi che sono più inclini al canto e quelli per il disegno, altri per la recitazione;
– agli allievi si fa scegliere un argomento da trattare e raccontare, un argomento che in quel momento interessa tutta l’opinione pubblica e si faranno ricerche attraverso i giornali;
– scelto l’argomento sulla legalità da trattare, gli alunni, presa coscienza attraverso la collaborazione e la discussione sulla legalità, sulla libertà e la pace, scelgono quali disegni fare per comporre il cartellone tipico dei cantastorie. I bambini, infatti, a quel punto del progetto dovranno venire da casa con il materiale per il disegno.
Completati i disegni si fa in modo di tradurre i disegni in versi e ognuno di loro alla fine ne impara una strofa a memoria che canterà, o reciterà, in base alle attitudini, durante il saggio.

Alfio Patti con ai lati lo scrittore Domenico Seminerio e il preside dell’Enrico Solito di Gela, Prof. Salvatore Giudice e tutte le insegnanti che hanno preso parte al progetto.Sullo sfondo il cartellone sulla storia di Giovanni Falcone.


Sarà, infine, costruito il cartellone tipico dei cantastorie.
Questo in sintesi il percorso che espleterò coadiuvato dai tutor che mi affiancheranno insieme ai quali si sceglierò le modalità più adatte da seguire considerato il fatto che l’insegnante conosce meglio del sottoscritto la scolaresca che parteciperà al progetto.

Alfio Patti

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Progetto sulle tradizioni popolari

Anno scolastico 2010/2011 – Istituti comprensivi “S. Casella” di Pedara, “E. Patti” di Trecastagni e “E. De Amicis” di Tremestieri Etneo
Alunni di diverse classi
Progetto: Il tesoro nel giardino

Trecastagni, durante la rappresentazione finale del progetto. Alfio Patti insieme agli alunni della primaria di Pedara.

Un momento dell’incontro nell’ICS “S. Casella” di Pedara. Il pubblico composto da genitori, insegnanti e scolari.

Il percorso del progetto si è concluso, nel teatro comunale di Trecastagni, il percorso per le scuole Ics in rete di Pedara “S. Casella”, Tremestieri “E. De Amicis”e Trecastagni “E. Patti”.
Intitolato “Il tesoro nel giardino” ha visto Salvo De Luca, esperto esterno, che ha curato l’editing immagini e gli incontri con le scolaresche relativamente alle tradizioni e ai mestieri, usi e costumi della gente dell’Etna.
Durante gli incontri, extra curriculari e indirizzati a docenti, genitori ed alunni, è intervenuto anche Alfio Patti, aedo dell’Etna, a trasformare in musica, poesia e canto quanto illustrato dal De Luca.

Un momento dell’incontro a Pedara

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I bambini alzano, a conclusione dello spettacolo, in aria le lettere a formare il nome di Giovanni

Anno scolastico 2009/2010 – Terzo Circolo Didattico “E. Solito” di Gela (CL)
Alunni di diverse classi
Progetto: a scuola di Legalità
Storia scelta: Per questo mi chiamo Giovanni (in memoria di Giovanni Falcone)

 

 

Spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=4dAl0y7ekEs

I bambini durante un balletto che simboleggia le nove province siciliane sotto il giogo mafioso. Le bambine (le Province) insorgeranno per liberarsi dalla morsa del crimine

Alfio Patti insieme al corpo docente della “E. Solito” che ha preso parte al progetto

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Gli studenti del “De Nicola” con la vice preside, prof. Agata Tomarchio e Alfio Patti

Anno scolastico 2009/2010 – Istituto superiore “E. De Nicola” di San Giovanni La Punta (CT)
Alunni Classi 1ª e 2ª “A” e 1ª e 2ª “B” – Indirizzo Turistico
Progetto: Tradizioni, poesia e cantastorie siciliani

Gli studenti del “De Nicola” che hanno preso parte al progetto

Le studentesse cantano e recitano in siciliano temi d’amore tratti dalla poesia aulica e popolare di Sicilia

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 Progetto sulla Legalità

Il gruppo degli studenti che ha condotto le interviste, le insegnanti Verdirame, Fischer, Mazza relatrici con al centro Alfio Patti

Anno scolastico 2005/2006 – Liceo “E. Majorana” di San Giovanni La Punta (CT)
Alunni delle quinte classi
Progetto: Sicilia, 1940-1950: il decennio ambiguo
Percorso stabilito dal progetto: sbarco degli alleati, indipendentismo, banditismo, stragi di Stato.

Gli studenti del Liceo “Majorana” che hanno preso parte al progetto

Alfio Patti intona un canto di minatori col simulatore del vento

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Anno scolastico 2004/2005 – Scuola Media Statale “Leonardo da Vinci” di Mascalucia (CT)
Alunni di varie classi
Progetto: La scuola promotrice di Legalità
Storia scelta e costruita dai ragazzi: Piccoli cantastorie contro la grande criminalità (15 strofe)

Cuntastorie

Noi ragazzi abbiamo partecipato a questo progetto scolastico dal titolo: “La scuola promotrice di legalità” e abbiamo scelto l’Azione “B”, cioè quella del Cantastorie per due motivi.
Il primo è stato quello di aver voluto vivere una nuova esperienza ideando e costruendo una storia di sanapianta per poi cantarla o recitarla, avvicinandoci al dialetto siciliano, nostra lingua madre; il secondo per apprendere e trasmettere messaggi positivi sulla Legalità come mezzo primario per vivere in una società pacifica.
Pensiamo, infatti, che se i giovani vengono educati alla Legalità e alla Giustizia e indirizzati alla ricerca della Verità, sia essa anche la ricerca di Dio, allora, noi crediamo, si possa sperare in una società civile in cui regni la Pace e di conseguenza la Libertà.
“Verità, Pace e Giustizia sono tre grandi argomenti che hanno coinvolto e “tormentato” gli uomini di tutti i tempi. L’uno è legato all’altro. Senza l’uno non si potrebbe costruire l’altro. Oggi più che mai si ha sete di Legalità e Pace.
Sentiamo e vediamo spesso, infatti, manifestazioni che vanno in questa direzione con il coinvolgimento delle scuole. Sono le nuove generazioni che bisogna educare a questi grandi valori. Ecco perché la scuola promuove questi progetti ecco perché noi siamo qui.
Siamo qui anche per non dimenticare che la guardia contro la criminalità organizzata non va mai abbassata e che lo Stato ogni giorno deve combattere il crimine per garantire ai cittadini la giustizia, e i diritti civili. Per non dimenticare che lo Stato va sostenuto da tutti i cittadini che devono fare quadrato attorno ad esso nei momenti in cui è minacciato alla base; per non dimenticare che le Forze dell’ordine hanno sempre garantito la legge fino agli angoli più sperduti del nostro territorio nazionale; che, mettendo a rischio la loro vita, proteggono il normale corso della vita di noi tutti.
Nel cartellone che abbiamo dipinto, come facevano i cantastorie, vengono rappresentati diversi atti illegali e criminosi come: lo spaccio della droga, la rapina, l’estorsione, l’assassinio e come le forze dell’ordine catturano i malviventi e come entrare in attività illegali, possa portare un giovane alla morte.

Di seguito uno stralcio della storia:
(…)

La mafia nasciu a tempi antichi
lu brigantaggio sì l’anticipau
cu mangia, si sapi, fa muddichi
e l’illegalità subbitu appigghiàu.

Tutti li megghiu parti di la società
furunu prestu tutti cunsumati
cummircianti, imprendituri, e onestà,
giuvini e anziani: addìu Libirtà.

In punta di stu beddu cartilluni
viditi genti cari, chi traggedia,
lu ‘nfamiu la droga all’ammucciuni
ci duna o giuvini e fa cummedia.
(…)

Gli alunni della “De Sanctis” che hanno partecipato al progetto

 IL CANTASTORIE, CHI ERA COSTUI?

Ho sentito parlare i miei compagni del Progetto il “Cantastorie” ma chi era il Cantastorie?
Egli era un cantore popolare che diffondeva durante le sagre e le fiere di paese, storie in versi ispirate a vicende reali o leggendarie, dal contenuto preferibilmente drammatico o passionale.

Cantastorie vecchia stampa


Il cantastorie si accompagnava con uno strumento, chitarra o fisarmonica.
Per meglio illustrare le fasi più importanti della narrazione, il cantastorie si avvaleva di un cartellone sul quale la storia è sintetizzata in ingenue figurazioni disposte in riquadri alla maniera dei fumetti.
Questo antico mestiere, ormai superato dalle nuove forme consumistiche di divertimento, in Sicilia si abbracciava per passione e per vocazione per la voglia di comunicare e narrare le imprese eroiche e romanzesche.
Ha avuto i suoi predecessori nei cantori del mondo latino e barbarico e nei giullari medievali, ed ha riacquistato vitalità negli anni Sessanta sia per il ritrovato interesse verso le forme della cultura popolare sia per l’impegno sociale o politico che fa da supporto ad avvenimenti storici.
Altre figure simili che lo hanno preceduto sono: i cantimbanchi, i menestrelli, i giullari, i trovatori.

Agatino Gabriele Faro
Scuola Media De Sanctis di Mascalucia

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Un momento della conferenza nell'Aula Magna della Cátedra Extraordinaria Italo Calvino

Da sx: Cristina Salatino, Maria Pia Lamberti, Marcos Rico, Alfio Patti

Anno Accademico 2004/2005 – Universidad Nacional Autónoma de México, Cátedra Extraordinaria Italo Calvino
Convegno: Petrarca e il petrarchismo in Europa e America
Petrarca y el petrarquismo en Europa y América
Giornate Internazionali – Jornadas Internacionales
México D.F., 18-23 de octubre 2004 

 (Omissis)

Jueves 21(Salón de Actos)
9:30Mesa IX: El Canzoniere

– Fernando Ibarra (Universidad Nacional Autónoma de México): “Imágenes de vejez y lozanía en el Canzoniere
– María Carrillo (Universidad Nacional Autónoma de México): “Las lágrimas en el Canzoniere
– Laurette Godinas (El Colegio de México): “Petrarca y el sueño: de los sonetos a las Familiari
Modera: Alejandro Higashi

Momento dell’inaugurazione delle giornate su Petrarca, al centro l’ambasciatore italiano Franco Tempesta

11:00Mesa X: Petrarquismo italiano
– Rossana Perri(Università degli Studi della Calabria): “‘Mai non vo’ più cantar com’io soleva’. Il petrarchismo nelle Satire di Luigi Alamanni”
– Sabina Longhitano (Universidad Nacional Autónoma de México): “Antipetrarchismo e satira sociale nelle opere di Pietro Aretino”
– Rita Verdirame(Università di Catania): “Petrarca in Sicilia: le rime d’amore e di sdegno di Antonio Veneziano”

12:30 Mesa XI • El petrarquismo francés
Claudia Ruiz (Universidad nacional Autónoma de México): “El antipetrarquismo de Théophile de Viau”
– Claude La Charité (Université du Québec à Rimouski): “Les traductions françaises des Triomphes de Pétrarque au XVIe siècle: la prose et le vers”
– Michel Brix (Université de Namur): “Le romantisme français et l’utopie pétrarquisante”

16:00Mesa XII: Petrarca moderno
María del Carmen Solanas (Universidad Autónoma de Madrid): Petrarca, poeta moderno”
– Adriana Crolla (Universidad Nacional del Litoral): “Petrarca, sueño de sueños en los paradigmas de literarios del siglo XX”
– Rodrigo Bazán Bonfil (Universidad Autónoma del Estado de Morelos): “El Bolero de Petrarca: discurso amoroso y continuidad cultural”

Aula Magna Cátedra Extraordinaria Italo Calvino

Il pubblico di studenti durante la relazione sul Petrarca siciliano, Giuseppe Nicolosi Scandurra

17:00Mesa XIII: Petrarquistas del siglo XX
Mariapia Lamberti (Universidad Nacional Autónoma de México): “Miguel Hernández: El rayo que no cesa, último cancionero petrarquista”
– Cristina Salatino (Universidad Nacional de Cuyo): “La pervivencia de un >modo= musical. De Francesco Petrarca a Enrique Banchs”
– Alfio Patti(Redattore di La Tecnica della Scuola di Catania): “Il petrarchismo inGiuseppe Nicolosi Scandurra, poeta siciliano del Novecento”
Modera: Marcos Rico

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Progetto: Il cantastorie 

Cantastorie del Settecento

Anno scolastico 2003/2004 – Istituto comprensivo “F. De Sanctis” di Catania
– Plesso centrale di Via Ammiraglio Caracciolo
Alunni della I e II “L”
Progetto:Il Cantastorie
Storia scelta e costruita dai ragazzi: La tragedia di Madrid (16 strofe)

Progetto cantastorie”, promosso dall’assessorato alle Politiche scolastiche di Catania, e curato dall’associazione “Chiaridea”.
Destinatari dell’iniziativa sono stati gli alunni della I e II “L” della Scuola Media Statale “F. De Sanctis” di Catania.
A condurlo è stato il dott.Alfio Patti, aedo narratore, qui in veste di cantastorie. Coadiuvato dall’insegnanteVera Sciuto, Patti, con la sua chitarra, ha “guidato” gli alunni nei meandri della tradizione siciliana e nel magico mondo dei cantastorie.
Le finalità del progetto sono state quelle di stimolare gli scolari a conoscere ed interpretare la cultura d’origine favorendo anche, laddove fosse necessario, la socializzazione ed il recupero dei giovani non sufficientemente inseriti nella collettività.
Nella parte didattico-teorica Patti ha spiegato la figura del Cantastorie, la sua importanza storica, culturale e teatrale. E così come il cantore popolare diffondeva storie in versi siciliani ispirati a vicende reali o leggendarie, accompagnandosi con chitarra o fisarmonica, così gli alunni della I e II L hanno scelto di scrivere “La tragedia di Madrid”, relativamente alla strage di civili avvenuta l’11 di marzo scorso in Spagna e dove hanno perso la vita circa duecento persone. Nella parte didattico-pratica i ragazzi hanno preparato i disegni-vignette che raccontano la storia ed hanno allestito il cartellone sul quale la vicenda è stata sintetizzata in figurazioni disposte in quadri in maniera di fumetti. Il Cantastorie, infatti, si serviva del suo cartellone per supportare le storie con le immagini. Una volta presa coscienza e conoscenza dei fatti, gli alunni hanno scritto, recitato e cantato “La tragedia di Madrid” sedici strofe in cui viene affrontata la terribile vicenda. Una dimensione visivo-fonico-gestuale, questa, che ha coinvolto gli scolari che hanno partecipato con grande entusiasmo ed interesse e che è stata condensata in un Cd-rom ricordo.

Cantinbanco

Oltre alla storia da loro scritta, i ragazzi hanno proposto, nel saggio finale, anche il combattimento di Orlando e Rinaldo di Nino Martoglio ed hanno cantato canzoni come “La pampina di l’alivu”, “Si maritau Rosa” e Vitti ‘na crozza”.
Per concludere ecco alcuni versi scritti dai ragazzi della I e II “L”. Dopo lo scoppio di una bomba in una delle stazione madrilene una foto apparve su un quotidiano dove un uomo teneva un cartello con scritto “Patrizia teneva sette mesi”:

(…)

Patrizia tineva setti misi
‘n-cartellu isatu lu diceva
una di li tanti picciriddi
ca ‘nnuccenti ci rimisuru li spisi.

(…)

Intra lu ‘nfernu sula caminava
‘na picciridda, ’n sapeva unni jeva,
la puzza di la pruvuli bruciata
’mpistava l’aria tutta ammacialùta.

(…)

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Anno scolastico 2003/2004 – Istituto Comprensivo “G. Recupero” di Catania
– Plesso di Via Messina
Alunni della I “D” della secondaria di I grado
Progetto:Il Cantastorie
Storia scelta e costruita dai ragazzi: Li fatti di Nassirija  (24 strofe)

Progetto cantastorie”, promosso dall’assessorato alle Politiche scolastiche di Catania, e curato dall’associazione “Chiaridea”.
Destinatari dell’iniziativa sono stati gli alunni della I “D” dell’Istituto Comprensivo, “G. Recupero” di Via Messina.
A condurlo è stato il dott.Alfio Patti, aedo narratore, qui in veste di cantastorie. Per circa quattro mesi, coadiuvato dagli insegnanti Cettina Accordino e Giovanni Pasqualino, Patti, con la sua chitarra, ha “guidato” i ventotto alunni nei meandri della tradizione siciliana e nel magico mondo dei cantastorie.

Cuntastorie

Le finalità del progetto sono state quelle di stimolare gli scolari a conoscere ed interpretare la cultura d’origine favorendo anche, laddove fosse necessario, la socializzazione ed il recupero dei giovani non sufficientemente inseriti nella collettività.
Nella parte didattico-teorica Patti ha spiegato la figura del Cantastorie, la sua importanza storica, culturale e teatrale. E così come il cantore popolare, diffondeva storie in versi siciliani ispirati a vicende reali o leggendarie, accompagnandosi con chitarra o fisarmonica, così gli alunni della I “D” hanno scelto di scrivere “Li fatti di Nassirija”, relativamente alla strage di carabinieri avvenuta in Iraq e che ha visti coinvolti anche sette militi siciliani.
Nella parte didattico-pratica i ragazzi hanno preparato i disegni-vignette che raccontano la storia ed hanno allestito il cartellone sul quale la vicenda è stata sintetizzata in figurazioni disposte in quadri in maniera di fumetti.
Il Cantastorie, infatti, si serviva del suo cartellone per supportare le storie con le immagini. Una volta presa coscienza e conoscenza dei fatti, gli alunni hanno scritto, recitato e cantato “Li fatti di Nassirija”, ventiquattro strofe in cui viene affrontata la terribile vicenda. Una dimensione visivo-fonico-gestuale, questa, che ha coinvolto gli scolari che hanno partecipato con grande entusiasmo ed interesse e che è stata condensata in un Cd-rom ricordo.
Per concludere ecco, di seguito, alcuni versi scritti dai ragazzi della I “D” presenti nella storia.

 Uno stralcio:

(…)

La Sicilia a so parti ci rimisi,
idda mai non manca nta sti cosi,
Intravaia, Ragazzi e Cavallaro
Majorana, Coletta e Ferraro

Li parenti arristaru afflitti afflitti
cumpresi chiddi di Ivano Ghitti.
La pubblica opinioni si isàu
contru la guerra e contru a ccu a ‘nvintàu.

(…)

######################################################################

Anno scolastico 2002/2003 – Istituto Comprensivo “G. Recupero” di Catania
– Plesso centrale
Alunni della II “C” della secondaria di I grado
Progetto: Il Cantastorie
Storia scelta e costruita dai ragazzi: La storia di Gianni Agnelli e della Fiat (16 strofe)

Uno stralcio:

(…)

Fabbrica Italiana Automobili Torinu
fu la sigla ca ci accuppulàu
di ddu mumentu ci fu tuttu ‘n-scatinu
e assai putenti la spirimintàu

(…)

Nasciu la Cinquecentu,
automobili spiciali
E tutti li pirsuni
l’averu tali e quali
Cu s’ha accattava russa,
cu s’ha pigghiava virdi
Li strati s’allungaru
ca l’occhiu già si perdi.

(…)

Cantastorie

Gli alunni della seconda “C” dell’Istituto comprensivo “G. Recupero” di Catania così hanno risposto alla seguente domanda:

Quali sono le impressioni che avete avuto dall’esperienza “Il cantastorie” recentemente fatta a cura dell’Assessorato alle Politiche Scolastiche di Catania?

– E’ stata un’esperienza molto divertente. Di questa attività mi è piaciuto scoprire le tradizioni siciliane e conoscere il prof. Patti molto simpatico.
Gianluca Cardì

– Questa esperienza è stata bellissima e poi aggiungo anche che il sig. Patti è stato molto paziente con noi. Mi sono divertita molto perché abbiamo parlato molto di cose importanti.
Valeria Bellissima

– E’ stata una bella esperienza e sono contentissimo di aver svolto questo lavoro con il prof. Patti che mi ha fatto scoprire il piacere del palcoscenico.
Marco Torrisi

– Io mi sono molto divertita a fare questa esperienza. La vorrei ripetere perché abbiamo riscoperto le nostre tradizioni siciliane.
Valentina Di Grazia

– L’esperienza del “Cantastorie” è stata molto bella e mi sono anche divertita. Mi è piaciuto conoscere canzoni, scenette, ecc. e sono contenta che ho conosciuto il dott. Patti che è molto bravo.
Assunta Grasso

– Questa attività è stata bella i primi giorni soprattutto ma anche alla fine. Soprattutto mi è piaciuta questa attività perché avevamo un professore bravo e simpatico per tutte le cose che ci ha insegnato.
Lucio Lombardo

– Questa attività mi è piaciuta molto perché abbiamo ripassato le tradizioni e abbiamo cantato e recitato felicemente.
Luciano Piacente

– Questa attività mi è piaciuta molto e sono contento per il risultato ottenuto perché abbiamo utilizzato il linguaggio della tradizione siciliana.
Alessandro Barbanera

– Questa esperienza, questo modo di collaborare tutti insieme mi è piaciuto molto. Poi, questa attività per me è stata cara; mi è piaciuta molto perché abbiamo parlato di cose molto interessanti. La storia di Gianni Agnelli come se fosse raccontata da un cantastorie.
Giovanni Gagliano

– Secondo me il cantastorie è una esperienza molto bella perché abbiamo ricordato le tipiche canzoni siciliane.
Corrado Di Grazia

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